venerdì 13 aprile 2012

Il casinò Italia





Interdetto, è così che mi sento quando leggo le nuove misure di questo mirabolante governo tecnico.
Dovevano essere cento giorni di intenso cambiamento, di annullamento del malcostume nazionale e di pesanti pulizie, ci abbiamo creduto un po’ tutti e abbiamo tirato un sospiro di sollievo al pensiero. Poco più di tre mesi per sistemare ciò che si era rotto in maniera quasi irreversibile e creare tutto quello che nessuno aveva mai voluto creare, se questo è l’intento ci può stare anche un sacrificio da parte di tutti gli italiani.
E invece oggi siamo in un racconto di fantasia, per forza e non per scelta.

C’è un solco profondo tra “noi” e “loro”, giorno dopo giorno le manie di protagonismo si fanno sempre più pressanti ed il presenzialismo televisivo supera di gran lunga quella che ha caratterizzato l’ultimo periodo di “sua emittenza”.
In alcuni frangenti si lasciano anche andare a “giovanilismi” con sfottò variegati rivolti a diverse classi sociali, tutto per sentirsi più vicini a noi ed ottenendo l’esatto contrario.
Il problema è che l’Italia, e di conseguenza gli italiani, ha accettato di buon grado l’opzione “lacrime e sangue” per togliersi di dosso anni di  governo bagaglino e poter finalmente vedere qualcuno che lavorasse per il Bene Comune senza bisogno di finire al centro dell’attenzione mediatica grazie a corna e barzellette.
Tirando due somme, possiamo dire che questi cento giorni sono trascorsi nel segno della continuità con il passato e non è sicuramente un segnale positivo.
Al momento abbiamo ottenuto un aumento vertiginoso delle accise sui carburanti che potrebbero essere ulteriormente ritoccate verso l’alto, la maggiorazione delle tassazioni sui tabacchi e sugli alcolici ed una imposta sulla casa fatta passare come gabella locale ed ottenuta tramite i nuovi valori catastali maggiorati del sessanta per cento.
Nulla da dire invece sui metodi bancari che, dopo aver ottenuto somme dalla BCE all’1%, impongono tassi di interessi impressionanti e si guardano bene dall’aiutare le aziende nel periodo di difficoltà.
Nessun provvedimento sembra studiato per una programmazione a lungo termine, anche la riforma del lavoro è una bozza in continua mutazione, tant’è vero che i sindacati passano da favorevoli a contrari almeno un paio di volte al giorno. Indecifrabile.
Ricordate Tremonti e la finanza creativa? La notizia di ieri è sicuramente all’altezza di tutto questo. Una nuova tassazione per finanziare la Protezione Civile. Sugli sms.
Silenzio.
Su cosa??? E per finanziare chi???
Sfiorerò più volte il populismo, vi avverto, ma come si può non farlo?
Quando si tratta di far cassa partiamo sempre da chi ha meno, quindi da tutti noi e non da loro, lo facciamo con i metodi più fantasiosi ed allo stesso tempo stupidi. La tassazione sugli sms ad esempio.
Oltre ad essere una decisione comica, rido all’idea che questi soldi vadano alla Protezione Civile e non alla PREVENZIONE ad esempio, si finanzia lo stato d’emergenza e non si evita che esso avvenga.
Investendo un terzo di ciò che spendiamo per le nostre calamità (vere o presunte tali) otterremmo di più ed in diversi settori, uno su tutti quello dell’occupazione.
Sono passati pochi giorni dalla triste ricorrenza del terremoto aquilano, non passeranno facilmente i dolori dovuti ai malfunzionamenti di vari Enti inclusa la Protezione Civile eppure ci troviamo a discutere nuovamente della sua rifunzionalizzazione e soprattutto delle sue casse.
Guardo i metodi scelti da questo manipolo di professori e non posso fare a meno di paragonare questo sistema statale, da perfetto ignorante quale sono, ad un enorme casinò dove mille sirene ti spillano soldi un poco alla volta ma in maniera costante, un luogo dove ogni tanto sembra che anche tu possa vedere la luce e conoscere il benessere immediato senza riuscire mai a raggiungerlo per davvero. Per uno che vince ce ne sono mille che perdono, e più vince lui più perdono gli altri. La bilancia funziona così.
Anche il fatto di non volere snellire il sistema di tassazione in poche precise norme è un segnale forte, si spinge il cittadino a non capire più nulla, ad essere bersagliato da diverse angolazioni.
Imposte locali e nazionali si sovrappongono in un insieme di affollate richieste continue, il tutto amplificato da un mercato del lavoro stagnante ed una lobby degli istituti bancari pressante a causa degli errori sui mercati finanziari commessi in passato da loro stessi.
Molti economisti dicono che gli italiani si erano abituati a vivere al di sopra delle loro possibilità, anche in questo caso la colpa sarebbe dell’anello più basso.
Nessuno però dice con sincerità che gli italiani hanno scelto quello stile di vita perché sono stati incentivati a farlo, il credito al consumatore non sempre è una scelta ma molto spesso è un obbligo di un mercato che ottiene guadagno da prodotti finanziari e non dalla vendita di un bene fisico. Ho sentito parlare spesso i nostri nuovi Ministri della volontà di incentivare l’uso della moneta elettronica per incrementare il PIL, effettivamente questo favorisce gli acquisti ma aumenta l’indebitamento delle famiglie e a quest’ultime non si pensa mai abbastanza.
Tirando le somme veniamo accusati di essere abituati alla bella vita e nel frattempo ci invitano a mangiare ancora di più, è un po’ come fare pranzo con una torta e poi incolpare la vita sedentaria dei nostri giorni.
E’ vero, il mio è un discorso pieno di luoghi comuni, la differenza è che io non sono un Ministro e posso permettermi di farli senza sentire sulle mie spalle il peso di un intero Paese.
In ogni caso non vi chiamerei mai sfigati, ma io non sono un tecnico.




P.S Nel frattempo il governo ha cambiato idea sulla proposta di tassare gli sms, tutto in meno di un paio d'ore. Magari per pranzo proporranno una accisa sulle mail, i blog e la pubblicità in buca...



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